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Sagra te lu Ranu - Merine

Gli Officina ZOÈ al loro debutto a Merine!!! ...

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Sagra te lu Ranu - Merine

I Vento del Sud! ...

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Sagra te lu Ranu - Merine

L’ajera stasera si accende con il ritmo dei Vento del Sud!!! ...

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12 hours ago

Sagra te lu Ranu - Merine

Ogni anno, gli amici di TeleRama dedicano alla Sagra te lu Ranu uno spazio su Terre del Salento. Per chi come noi non fosse riuscito a seguire la messa in onda di venerdì scorso ecco il servizio che ci riguarda! ...

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13 hours ago

Sagra te lu Ranu - Merine

Il post scritto dalla nostra amica Antonella ci ha fatto emozionare!😍 Vogliamo condividerlo sulla nostra pagina affinché queste belle parole dedicate alla Sagra te lu Ranu e alla nostra amata terra salentina possiate leggerle in tanti!
Grazie Antonella!Apologia di un amore sconnesso.

Sa di grano. Sta terra.
Di pane. Di frisa. Di puccia.
E di musica.
Di muersi. Di luci. pezzetti. Di gente. Di fila. Di porte spalancate. Di nonne. Zie. Comari. Di trombe. Tavolate. Di piedi schiacchiati. E bambini. Famiglie. Le giostre e i giochi e i pianti. E le ciabatte. E l'olio. Lu mieru. Le fave. E il tamburello. E i piedi nudi e le donne. Le gonne, lunghe, larghe.

E l'olio. L'ho detto, ma l'olio in queste notti è tanto, più di quello che ste fronde scarne tremanti e morte possono ormai promettere. E le mani unte e le bocche sporche e piene che cantano lu rusciu di quel mare. e in quel mare ci sta tutto. E in questo grano ci sta tutto. Ci sta tutto sto sud. Popolare e semplice. Grondante di felicità fedeli e bigotte. Esuberante e sconnesso rispetto a tanto altro. Sconnesso come ste parole.

Ma se non lo sai ascoltare anche qui e così sto sud, non ti illudere di capirlo.
E soprattutto non ti illudere di farti capire. Amalo così, sconnesso.

Sagra te lu Ranu - Merine
...

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Il senso della Sagra te lu Ranu

In molti paesi del Salento la Sagra è vita, azione, celebrazione delle proprie origini. Rappresenta spesso un momento di festa per coinvolgere l’intera comunità locale in un percorso di riscoperta di valori e sapori del passato legati al “culto” di un prodotto tipico locale, da tramandare nel tempo a turisti, visitatori, amanti della cucina tipica tradizionale.

Partita nel lontano 1993 sotto la guida dell’allora parroco Don Piero Quarta e portata avanti da Don Sandro D’Elia, la “Sagra te lu Ranu” (in italiano “Sagra del Grano”) rappresenta la prima sagra nel zona del Salento a dare il via alla stagione estiva. Si tratta di una delle sagre più longeve, giunta alla venticinquesima edizione e guidata da un Comitato presieduto dall’attuale parroco Don Luca Nestola, che ogni anno organizza anche la Festa Patronale del Paese.

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Sa di grano. Sta terra.
Di pane. Di frisa. Di puccia.
E di musica.
Di muersi. Di luci. pezzetti. Di gente. Di fila. Di porte spalancate. Di nonne. Zie. Comari. Di trombe. Tavolate. Di piedi schiacchiati. E bambini. Famiglie. Le giostre e i giochi e i pianti. E le ciabatte. E l'olio. Lu mieru. Le fave. E il tamburello. E i piedi nudi e le donne. Le gonne, lunghe, larghe.

E l'olio. L'ho detto, ma l'olio in queste notti è tanto, più di quello che ste fronde scarne tremanti e morte possono ormai promettere. E le mani unte e le bocche sporche e piene che cantano lu rusciu di quel mare. e in quel mare ci sta tutto. E in questo grano ci sta tutto. Ci sta tutto sto sud. Popolare e semplice. Grondante di felicità fedeli e bigotte. Esuberante e sconnesso rispetto a tanto altro. Sconnesso come ste parole.

Ma se non lo sai ascoltare anche qui e così sto sud, non ti illudere di capirlo.
E soprattutto non ti illudere di farti capire. Amalo così, sconnesso.

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